Acido D Aspartico: un buon integratore da ciclizzare correttamente

In questo articolo vedremo le proprietà dell’Acido Aspartico ed analizzeremo in che modo può essere utilizzato come integratore di Testosterone.

L’Acido D-Aspartico (D-AA, DAA, D-Asp) è un amminoacido che fa parte integrante del nostro sistema endocrino dove è presente in ben tre punti: ghiandola pineale, ipofisi e testicoli.

Questa sostanza non appartiene alla categoria degli “amminoacidi essenziali”, ma è una forma alternativa dell’acido L-Aspartico(noto anche come aspartato).

Quest’ultimo invece appartiene alla categoria dei “20 amminoacidi essenziali per la sopravvivenza umana”, così chiamati perché non possono essere sintetizzati nell’organismo e quindi necessitano di essere ingeriti attraverso gli alimenti che li contengano.

L’acido Aspartico è per esempio contenuto negli Asparagi. Questo ortaggio infatti contiene la asparagina, una proteina che una volta digerita viene trasformata per l’appunto in Acido Aspartico e ioni ammonio (da cui il forte odore provocato dagli asparagi nelle urine)

L’acido Aspartico è frequentemente utilizzato come integratore nel mondo dello sport perché aumenta la resistenza alla fatica, la vitalità e la resistenza.

Soprattutto però è “famoso” perché sembra essere un promettente “stimolante del testosterone” in grado di aumentare forza, sintesi proteica e libido.

In effetti l’acido Aspartico svolge un ruolo fondamentale nella sintesi del testosterone maschile. Vediamo più in dettaglio che cosa dice la ricerca scientifica

Acido D-Aspartico e Produzione di Testosterone

L’Acido Aspartico è soprattutto un neurotrasmettitore, concentrato prevalentemente nell’ipofisi(la ghiandola principale dell’apparato endocrino) e nella ghiandola pineale (responsabile della produzione di melatonina, l’ormone del sonno)

Questa molecola si trova però anche nella cellule di Leydig, ovvero in quelle cellule situate nei testicoli che hanno la funziona specifica di produrre il Testosterone ed altri ormoni maschili molto importanti.

Si ritiene che l’aspartato svolga una funzione simile a quella di un messaggero: riceve i segnali dall’ipofisi e li consegna direttamente alla cellula di Leydig, che così si mette a fare il suo lavoro convertendo il colesterolo in testosterone.

Quindi, in teoria, l’acido D-aspartico dovrebbe favorire un aumento della produzione di testosterone, potenziando la ricezione e l’invio dei messaggi tra le cellule ed I testicoli e viceversa.

Ed in effetti gli studi sembrano confermare questa tesi:

a) Prima di tutto, c’è questo studio che ha scoperto che alti livelli di acido L-aspartico nel cervello stimolano, da parte dell’ipotalamo, la secrezione di un numero significativamente alto di ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH), ormone di rilascio della Prolattina (PRFs), e ormone di rilascio dell’ormone della Crescita (GHRH).

Ovvero di tutti quei neuro-ormoni che dal cervello raggiungono poi le ghiandole endocrine bersaglio segnalando loro di produrre gli ormoni che servono al funzionamento del sistema-corpo.

Tutti questi neuro-ormoni stimolano l’ipofisi alla secrezione di un livello elevato di Ormone Luteinizzante (LH) e Ormone della Crescita (GH).

L’aumento di LH e GH indica che, potenzialmente, c’è anche un aumento di testosterone (dato che l’ LH è l’ormone precursore del testosterone e che elevati livelli di GH ne stimolano la produzione), ma purtroppo gli scienziati hanno studiato solo gli effetti dell’acido L-aspartico sui soli ormoni che “partono” dal cervello. Di quello che accade dopo, più a valle, in questo studio non se ne parla.

b) Poi, è stata la volta di questo studio condotto sui ratti, in cui i ricercatori hanno scoperto che l’acido D-aspartico aumenta la secrezione di LH da parte dell’ipofisi, e questo permette l’aumento della produzione di testosterone nei testicoli, attraverso la stimolazione della cellula di Leydig.

Fondamentalmente, i ricercatori in questo studio sono quelli che hanno scoperto che questo meccanismo d’azione è reale, almeno nei ratti.

c) Poi, è stata la volta di questo studio condotto sull’uomo, uno dei più interessanti.

In questo caso gli scienziati hanno somministrato ai 23 soggetti maschi partecipanti 2.7 gr. di Acido D-Aspartico al giorno, per 12 giorni, mentre i restanti 20 soggetti hanno preso un placebo.

Sei giorni dopo lo studio, rispetto al gruppo placebo, i livelli del testosterone, nel gruppo che aveva assunto l’integratore di acido aspartico, erano aumentati del 15%. Dopo altri 6 giorni l’aumento di Testosterone era del 42%

Lo studio durò solo 12 giorni, ma i ricercatori si resero conto che, rispetto al gruppo placebo, tre giorni dopo la cessazione dell’assunzione di acido aspartico, i livelli di testosterone nel gruppo trattato erano superiori del 22% e che l’amminoacido era comunque rimasto attivo nei loro tessuti.

d) Un altro studio condotto sull’uomo ha replicato il precedente, scoprendo che 2.66 gr. di Acido D Aspartico, preso per 90 giorni di seguito, aumentava i livelli del testosterone del 30-60% negli uomini con problemi di fertilità, oltre che influire notevolmente sui parametri della qualità del liquido seminale. Quest’ultima scoperta ci porta a poter dire che chi ha problemi legati alla produzione di sperma ed infertilità potrebbe trarre beneficio da questo integratore.

e) Infine, c’è stato quest’altro studio in cui dei giovani bodybuilder hanno assunto 3 gr. di Sodio D-Aspartato per 28 giorni consecutivi, notando un leggero aumento dei livelli di testosterone, ma nulla di importante.

In questo studio, inoltre, i ricercatori notarono che i livelli di D-Aspartato Ossidasi (DAO) nel sangue erano più che raddoppiati, cosa che secondo gli studiosi dipendeva da un probabile meccanismo di feedback negativo, per cui, molto probabilmente, i soggetti giovani, che già avevano livelli alti di testosterone, avrebbero dovuto ciclizzare il Sodio D-Aspartato per evitare gli effetti di quel meccanismo di feedback menzionato poco fa.

Anche i soggetti dello studio C erano degli atleti, ma avevano assunto il Sodio D-Aspartato solo per 12 giorni, riscontrando un aumento nei livelli del testosterone del 42%.

Partendo da questo presupposto, una possibile idea è di ciclizzare il composto.

Dodici giorni di assunzione alternati a 12 giorni di riposo possono essere validi per tutti quei soggetti che hanno livelli alti di Acido D Aspartico o livelli alti di testosterone, proprio per evitare gli effetti del meccanismo di feedback negativo, di cui abbiamo parlato sopra).

Effetti dell’acido D Aspartico

IMPORTANTE: Gli studi sull’Acido Aspartico sono per ora troppo pochi per poter garantire la validità di questo integratore ai fini della salute maschile.

Sembra comunque, come puoi vedere tu stesso dall’esito di queste ricerche, che l’acido Aspartico favorisce effettivamente un aumento dei livelli di testosterone ma solo se:

  • assunto per un breve periodo di tempo (12 giorni) negli atleti in buona salute. Assumerlo per tempi superiori non serve a nulla.
  • assunto da uomini con livelli bassi di testosterone e/ problemi di fertilità, ma in questo caso per un periodo di tempo più lungo (90 giorni).

Effetti Collaterali dell’Acido Aspartico

A questo punto è bene chiedersi: Ci sono effetti collaterali dell’acido D Aspartico? Per caso l’acido aspartico fa male?

A quanto sembra gli effetti collaterali più noti sono acne, diarrea, mal di testa e sbalzi dell’umore. I primi 3 problemi però possono essere legati ad una molteplicità di fattori e le ricerche scientifiche non sono concordi nel definirli come conseguenze dirette dell’assunzione diretta di acido aspartico.

Invece bisogna fare attenzione all’ultimo effetto collaterale.

Gli sbalzi d’umore sono infatti stati messi in relazione con la trasformazione dell’acido aspartico in NMDA(FONTE) il quale può aumentare considerevolmente i livelli di Omocisteina.

L’Omocisteina è un aminoacido che nel caso diventi troppo alto nel sangue può fare molto male essendo coinvolta in tutta una serie di problemi di tipo vascolare anche molto gravi (infarto, ictus in primis), ipertensione, malattie neurodegenerative (Parkinson, Alzahimer, Epilessia), osteoporosi, diabete ecc…

RICORDA: è sempre fondamentale fare attenzione alle proprie condizioni di salute e verificare SEMPRE col proprio medico la possibilità di assumere integratori. Qualunque essi siano.

Tra l’altro un eccesso di omocisteina riduce notevolmente la formazione di ossido nitrico contribuendo a creare problemi di erezione di tipo circolatorio.

Conclusioni

Stando agli studi, l’Acido D-Aspartico è uno stimolatore di testosterone potenzialmente molto interessante che agisce migliorando significativamente I messaggi tra il cervello ed i testicoli.

Se assunto con buon senso può essere utile:

  • per gli sportivi e per chi fa bodybuilding (ma solo se opportunamente ciclizzata).
  • a chi ha problemi di infertilità, testicoli piccoli, anomalie nella motilità/vitalità dello sperma.

Se hai un livello di Testosterone medio e non hai esigenze di allenamento intense, secondo me non è il caso che consideri l’opzione.

Io infatti personalmente non lo uso perché la sua efficacia nel mio caso sarebbe troppo di breve termine. Inoltre ciclizzare gli integratori è un’attività che aumenta eccessivamente di complessità quando sale il numero di integratori e quindi preferisco usarne altri (gli adattogeni, dato che il mi punto debole è lo stress)

Tuttavia ho fatto uso di Acido Aspartico per un breve periodo alcuni anni fa e mi sono trovato abbastanza bene, riscontrando un potenziamento di energia, libido e dimensione testicolare durante tutto quel periodo.

Tu lo hai mai provato? Se vuoi puoi lasciare la tua testimonianza nei commenti qui sotto!

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